
Alla fine del processo di verniciatura del legno, gli strati di vernice si induriscono soltanto quando la lampada fornisce un’energia UV affidabile, giro dopo giro. Se l’output della lampada varia o compaiono zone con intensità eccessiva di radiazione UV, ciò comporta superfici appiccicose, problemi di adesione tra gli strati di vernice e spreco di materiale. Spesso, il problema nasce proprio dall’involucro della lampada stessa.
Quello che realmente conta
Le lampade UV per la verniciatura del legno sono realizzate con quarzo sintetico al 99,99%. Le impurità presenti nel quarzo meno costoso assorbono le radiazioni UV e le trasformano in calore, il che disturba il processo di indurimento della vernice. Con un quarzo di qualità, si ottiene un’emissione spettrale stabile nella fascia da 365–395 nm: proprio la fascia in cui agiscono i fotoiniziatori presenti nelle vernici trasparenti e pigmentate.
Si può aspettare un’irradiazione massima di oltre 1200 mW/cm², misurata con un radiometro spettrale calibrato; inoltre, l’energia necessaria per l’indurimento della vernice è compresa tra 800–1200 mJ/cm². Il riflettore utilizza uno strato dicromico per riflettere le radiazioni UV verso l’avanti, permettendo allo stesso tempo al infrarosso di passare all’indietro. In questo modo, la vernice si indurisce senza che il substrato venga surriscaldato.
La sorgente luminosa è una lampada a vapore di mercurio ad alta pressione da 1500 W/cm², funzionante a 220 V, in tre fasi, e progettata per non produrre ozono. La durata prevista è di 5000 ore; durante questo periodo, la lampada mantiene almeno l’80% del proprio output UV iniziale.
Perché questa soluzione funziona bene nel contesto della verniciatura del legno
Le linee di verniciatura del legno richiedono velocità, ma non si può surriscaldare il substrato per ottenere tale risultato. Quando l’output UV rimane stabile, è possibile raggiungere velocità di lavoro fino a 60 m/min. Inoltre, si ottiene una durezza della superficie pari a 2H sui legni duri, riducendo così i problemi legati alla formazione di imperfezioni sulla superficie.
L’uso di energia diminuisce, poiché il riflettore concentra le radiazioni UV utili e riduce lo spreco di energia infrarossa. Inoltre, meno sostituzioni della lampada significano meno tempi di fermata della linea di produzione. In condizioni di funzionamento continuo, le sostituzioni della lampada avvengono solitamente ogni 4000–5000 ore.
I dettagli che evitano problemi
È importante abbinare correttamente la lampada al modulo di indurimento della vernice. Bisogna verificare la geometria del riflettore, la distanza focale e il ciclo di funzionamento dello scatto. È necessario assicurarsi che l’alimentatore sia effettivamente a 220 V, in tre fasi, e che il sistema di raffreddamento riesca a mantenere la temperatura del fluido refrigerante tra 25 °C ± 2 °C.
La lampada ha bisogno di un periodo di avvio: l’output diventa stabile dopo 3–5 minuti. Inoltre, è necessario proteggere il quarzo: bisogna maneggiarlo con i guanti, pulirlo solo con alcol isopropilico e assicurarsi che la finestra della lampada non contenga polvere o residui di vernice, così da mantenere un’irradiazione costante.