
Come produrre correttamente lampade UV e IR (senza spendere un occhio della testa)
Di solito, quando si ha bisogno di lampade UV o IR in grandi quantità, ci si trova di fronte a scelte poco valide: o si acquistano prodotti di bassa qualità che si distruggono già dopo poche settimane, oppure bisogna pagare un prezzo elevato per tubi di alta qualità, il che rappresenta un costo eccessivo.
Noi abbiamo deciso di porre fine a questo circolo vizioso. Ci occupiamo di tutto noi stessi: dalla sintesi del quarzo grezzo fino alla sigillatura finale degli elettrodi. Niente intermediari, niente misteri.
Il problema del vetro
Il quarzo, se di bassa qualità, tende a “solarizzarsi”: in altre parole, il vetro diventa marrone o torbido sotto l’effetto di radiazioni intense. Una volta che ciò accade, l’intensità della luce UV prodotta diminuisce notevolmente. In pratica, si finisce per gettare via un filamento perfettamente funzionante, solo perché il vetro non permette più alla luce di passare.
Noi utilizziamo silice fusa ad alta purezza: questo tipo di materiale rimane trasparente, garantisce tempi di essiccazione costanti e dura esattamente quanto previsto.
Scegliere le caratteristiche giuste
Tensione e potenza non sono semplicemente numeri riportati sulle schede tecniche: si tratta di parametri legati al calore prodotto. Se si inserisce un tubo ad alta potenza in un contenitore troppo piccolo, si crea un problema di surriscaldamento. Noi progettiamo le nostre lampade in modo che siano adatte all’uso specifico: sia che si tratti di un utilizzo temporaneo in un forno di essiccazione, sia che si tratti di lampade con lunghezze personalizzate per macchine per la produzione di PET.
Inoltre, forniamo anche i connettori comuni, come R7s e Sk15: basta collegarli direttamente, senza dover ricollegare l’intero impianto nel fine settimana.
Il compromesso tra potenza e durata
Esiste un equilibrio da trovare tra potenza e durata della lampada. Se si costringe la lampada a produrre una luminosità elevata, il filamento di tungsteno subirà troppa pressione. Per evitare questo problema, bilanciamo la composizione del gas presente all’interno della lampada (di solito una miscela di alogeni o argon), in modo che il filamento non evapori troppo rapidamente. Ma bisogna essere onesti riguardo ai propri obiettivi: se si utilizza la lampada al 110% della sua potenza per accelerare il processo di essiccazione, si perderà circa il 20% della durata totale della lampada. È un compromesso accettabile, ma è importante saperlo.
Poiché possediamo lo stabilimento di produzione, possiamo offrire prezzi competitivi. Ottenete quindi precisione e sigillature ottimali per garantire stabilità sotto alta tensione, senza dover sopportare costi eccessivi.